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M.O. V. M. MARIO GIARETTO
mario giaretto
La Storia

EL ALAMEIN

Storia ed esaltazione della Divisione paracadutisti "Folgore" nel fatto d'arme di ElAlamein - 23 ottobre - 6 novembre 1942

LE ORIGINI

II paracadutismo militare italiano è nato in Libia con il battaglione "Fanti dell'aria Paracadutisti Libici" composto da volontari italiani e libici, che effettuarono il primo lancio il 1° Aprile 1938. Parallelamente a quanto avveniva in Libia, anche sul territorio nazionale veniva istituita una scuola di paracadutisti (15 Ottobre 1939) a Tarquinia. II 1° Luglio nacquero il 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti e il 2° Battaglione Fanti paracadutisti.

L'ESORDIO

Con l'afflusso a Tarquinia di nuovi volontari, provenienti da tutte le unità e Specialità dell'Esercito, selezionati rigorosamente e preparati con addestramento stressante, si costituivano altri reparti, tanto che il 1° Aprile 1941 nasceva ufficialmente il 1° Reggimento Paracadutisti.
Venne creata così una compagnia di uomini completamente diversa per mentalità e comportamento dal tradizionale fante italiano.
Il 30 Aprile dello stesso anno veniva effettuata la prima azione di guerra, 72 commilitoni del 2° Battaglione occuparono con aviolancio l'isola di Cefalonia nell'arcipelago Greco. Il giorno dopo altri due nuclei di commilitoni occuparono le isole di Zante e Ìtaca.

L'EPOPEA

Il 1 ° Settembre 1941, a Tarquinia, veniva costituita la Divisione Paracadutisti.
Nel Giugno 1942 tutti i reparti della divisione venivano trasferiti nelle Puglie dove iniziavano uno speciale addestramento in vista del progettato aviolancio sull'isola di Malta. Ma improvvisamente, per avvenute esigenze operative, la Divisione veniva destinata in Africa Settentrionale.

Qui giunta assumeva un nuovo ordinamento organico. Il 1° e 2° Reggimento scomparvero e si costituirono il 186° e il 187° mentre i tre gruppi di artiglieria assumevano la denominazione di 185° Reggimento artiglieria armato con pezzi da 47/32. Anche alla Divisione veniva dato un nome "Cacciatori d'Africa". Questo nome non era gradito a quei magnifici commilitoni la cui missione era quella di essere lanciati dal cielo contro il nemico. Traendo lo spunto da una lettera mandata al Ten. Col. Alberto Bechi Luserna da un frate, che salutava il comandante del 4° Battaglione con la frase "Ex Alto Fulgor" la Divisione veniva ribattezzata "Folgore" e la frase tradotta diveniva il motto ufficiale "COME FOLGORE DAL CIELO".

Ma all'ordine di raggiungere la linea del fronte per schierarsi ad EL-ALAMEIN, nel tratto più pericoloso doveva infrangere ogni sogno di aviolancio.

Abbandonati i paracadute, con il cuore a pezzi e gli occhi lucidi, i commilitoni della FOLGORE,raggiungevano, nel Luglio del 1942, le posizioni a loro assegnate. La storia della Divisione Paracadutisti termina qui, tra le sabbie infuocate del deserto e inizia la leggenda della "FOLGORE" , il 23 Ottobre 1942.

Sotto l'imperversare per giorni e per notti del fuoco di centinaia di carri armati ed aerei, i commilitoni della Folgore, nessuno escluso, resistettero impavidi, contrattaccando addirittura con le sole armi leggere a disposizione e morirono coprendosi di gloria.

Al dodicesimo giorno di battaglia, il 3 Novembre 1942, lo sfondamento irreparabile degli alleati era in atto sul settore costiero mentre a sud il nemico rinuncia a lottare contro la Folgore.

La Folgore vittoriosa è aggirata e condannata.

I reparti ripiegano ordinatamente dalle posizioni tenacemente difese e si attestano a 15 Km fronteggiando ancora il nemico sempre più preponderante, immolandosi in sublime emulazione di eroismo.

All'alba del 6 Novembre ogni resistenza risultava vana, dell'intera Divisione, nata sotto l'etrusco cielo di Tarquinia, restavano 32 ufficiali e 272 tra sottufficiali e paracadutisti.

Non un drappo bianco era stato issato, nessuno aveva alzato le mani in segno di resa, schierati, con le armi prive di munizioni, affamati, assetati, laceri e feriti, attesero ancora una volta il nemico. Questi, ammirato, rendeva l'onore della armi mentre Radio Londra trasmetteva: "Dobbiamo invero inchinarci davanti ai resti di coloro che furono i Leoni della Folgore!".

Una storia breve ed esaltante, scritta con caratteri di sangue. Ora laggiù nel deserto di El Alamein migliaia di croci con un semplice nome ed una data consacrano ai posteri lo sfortunato valore di "chi vinse perdendo".

Per i fatti d'arme di El Alamein veniva conferita alle bandiere di tutti i Reggimenti della Folgore la Medaglia d'Oro al Valor Militare. E ancora decine di medaglie d'oro e centinaia d'argento vennero concesse doverosamente a caduti e viventi, tante quante mai vennero assegnate per un solo fatto d'arme ad un'unità militare italiana.
Una leggenda che doveva permeare di sé anche i reparti paracadutisti che continuarono la lotta in Tunisia e che rifiorì nella seconda Divisione Paracadutisti "Nembo", comandata dall'indimenticàbile generale Ronco Èrcole con la quale entrava in guerra mentre si compiva l'Olocausto della Folgore ad EL-ALAMEIN..!

Laggiù nel deserto, di EÌ Alamein, al Km 42 della "Pista dell'acqua" sorge un cimitero. Nel mezzo una semplice scritta che valevi più di una intera epigrafe: Folgore! (A chi la capisce essa dice)

"Fra le sabbie non più deserte sono qui a presidio per l'eternità i ragazzi della "FOLGORE", fior fiore di un popolo e di un esercito in armi, caduti per un ideale senza rimpianto, onorati nel ricordo dallo stesso nemico. Essi additano agli italiani nella buona ed avversa fortuna il cammino dell'onore e della gloria. Viandante, fermati e riverisci! Dio degli eserciti, accogli gli spiriti di questi ragazzi in quell'angolo di cielo che riservi ai martiri ed agli eroi".

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